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Leggi psicologiche

 

Quello che sviluppiamo nel praticare Yoga è la consapevolezza di uno spazio al nostro interno che è disidentificato da ogni contenuto, in grado di osservare e agire per il nostro meglio, quello che diciamo essere il nostro “centro”. Questo spazio è libero da condizionamenti e automatismi, agisce in base ad un atto di volontà e sa dirigere tutte le nostre funzioni. Attraverso la pratica dello Yoga, di qualsiasi tradizione, impariamo a conoscere la nostra mente, i suoi contenuti, ad accoglierli e col tempo a trasformali per vivere con maggiore pienezza e felicità.

Secondo le leggi psicologiche elencate da R. Assagioli in “Atto di volontà” vediamo come sono collegate tra loro tutte le funzioni psicoligiche, quelle funzioni che lo Yoga aiuta ad armonizzare nel tempo naturalmente:

Diagramma a stella di Roberto Assagioli

Diagramma a stella di Roberto Assagioli

impulsi-desideri, sensazioni, emozioni-sentimenti, pensiero, immaginazione e intuizione.

nr. 1 “Le immagini o figure mentali e le idee tendono a produrre le condizioni fisiche e gli atti esterni ad esse corrispondenti.”

Questa legge rivela che ogni idea è un’azione allo stato latente, ogni immagine ha in sé un elemento motore.

Legge alla base della psicosomatica, alla base della suggestione di massa (pubblicità).

-Es. usare immagini, idee di coraggio per evocare il coraggio e produrre atti coraggiosi.

La volontà può essere usata per scegliere ed evocare le immagini e idee che aiutano a produrre le azioni desiderate, occorre allenarsi a scegliere quali immagini tenere, oppure si può usare per allenarsi immaginativamente a svolgere una determinata attività (esame, sport, suonare, entrare in rapporto con gli altri, affrontare difficoltà…).

nr. 2 “Gli atteggiamenti, i movimenti e le azioni tendono ad evocare le immagini e le idee corrispondenti, queste a loro volta (secondo la legge seguente) evocano e rendono più intensi le emozioni e i sentimenti.”

Quindi con dei movimenti coscienti si possono evocare e rafforzare stati interiori positivi e desiderati: con la 1.legge possiamo usare immagini e idee per sviluppare atti di coraggio, con la 2.legge possiamo usare una postura per evocare imm e idee di coraggio, e questo rafforza le immagini e idee di coraggio, creando un “feedback positivo”, che rafforza e porta a compiere atti coraggiosi.

-Es. yoga, buddhismo e discipline di meditazione, utilizzano mudra e asana per evocare certi atteggiamenti interiori, così le danze sufi, tribali africane…

nr. 3 “Le idee e le immagini tendono a suscitare le emozioni ed i sentimenti ad esse corrispondenti.”

Sulla base della natura dell’idea, dell’immagine e in base al tipo psicologico, si suscitano le emozioni corrispondenti.

-Es. la tecnica delle parole evocatrici, parola “coraggio”, “fratellanza”, “amore”…evoca i sentimenti di coraggio, fratellanza, amore..

nr. 4 “Le emozioni e le impressioni tendono a suscitare e ad intensificare le idee e le immagini ad esse corrispondenti o collegate”.

Le emozioni evocate attraverso idee e immagini (3.legge) possono a loro volta produrre ed intensificare le idee ad esse collegate (feedback).

Iniziare dalle emozioni è più difficile, la tecnica più utilizzata è quella della disidentificazione.

-Es. paura di ammalarsi – immagini e pensieri di malattia – disturbo psicosomatico.

=circolo vizioso dove un’emozione crea un’immagine che influisce sulle condizioni fisiche.

nr. 5 “I bisogni, gli istinti, gli impulsi e i desideri tendono a produrre le immagini, le idee e le emozioni corrispondenti. Immagini e idee, a loro volta (secondo la prima legge) suggeriscono le azioni corrispondenti.”

Tendiamo a tradurre in pensieri, immagini, emozioni quello che desideriamo (bisogni, impulsi, istinti). Assagioli parla della “razionalizzazione” secondo la quale un impulso spinge la mente a giustificare per realizzarlo.

-Es. ho voglia di mangiare una torta intera, quando appare il desiderio, la mente trova una serie di giustificazioni razionali per mangiarla (=l’impulso si traduce in ragionamento) e credo alla razionalizzazione per soddisfare quel bisogno.

-Es. fumo perchè ho lavorato tanto e ho bisogno di rilassarmi

..quindi possiamo divenire più consapevoli dei nostri impulsi e di dove vogliono condurci, possiamo esaminarli e valutare dal centro se seguirli o no.

nr. 6 “L’attenzione, l’interesse, l’affermazione e la ripetizione rafforzano le idee, le immagini e le formazioni psicologiche su cui si accentrano.”

l’attenzione: rende le immagini e idee più chiare e precise, ciò che sta al centro dell’immagine è ben definito.

-l’interesse: aumenta l’importanza delle idee e delle immagini, le fa rimanere nel campo della coscienza più a lungo.

-l’affermazione: dà alle immagini e idee più forza ed efficacia.

-la ripetizione: fa penetrare l’idea e le immagini, le fissa, fino a che diventa dominante.

Es. canto dei mantra, ripetizione che si imprime nella mente allo scopo di fare un’esperienza di quiete della mente, di gioia della mente…

Questo mette in evidenza il tema della scelta: in senso opposto possiamo deliberatamente sottrarre attenzione ed interesse ad un’idea-immagine negativa e spostarli su un’idea-immagine positiva.

nr. 7 “La ripetizione degli atti intensifica la tendenza a compierli e rende più facile e migliore la loro esecuzione, fino a che si arriva a poterli compiere inconsciamente.”

Questa legge fa riferimento alle abitudini, agli automatismi.

Allenare e ripetere le prestazioni elementari finchè non diventano automatiche permette alla consapevolezza di avere spazio per impieghi più raffinati e creativi.

-Es. guidare la macchina: prima mettiamo tutta l’attenzione sui comandi, come fare.. poi nella ripetizione diventano automatici e la coscienza ha spazio per ascoltare la radio, parlare col compagno a fianco, per fare altro.

E’ bene non lasciare questo processo al caso, valutare quali automatismi servono quali no, usarlo per acquisire abitudini positive.

nr. 8 “Tutte le varie funzioni e le loro molteplici combinazioni in complessi e sub-personalità, mettono in moto la realizzazione dei loro scopi al di fuori della nostra coscienza e indipendentemente da, e perfino contro, la nostra volontà.”

Un desiderio, lo scopo di una sub-personalità si realizza anche se non sappiamo di avere quel desiderio o scopo.

-Es. voglio sposarmi, ma ho delle sub molto indipendenti che non ci pensano proprio e di fatto accade che queste realizzano il loro scopo “non sposandomi”, mentre all’esterno magari accuso il partner o eventi fuori da me.

Per questo motivo la nostra vita prende spesso direzioni contrarie (ai desideri consapevoli) perché si realizzano i desideri non consapevoli.

nr. 9 “Gli istinti, gli impulsi, i desideri e le emozioni tendono ad esprimersi ed esigono espressione.”

Gli impulsi e desideri sono l’aspetto dinamico, sono le molle dietro ogni azione. Occorre esaminarli, osservarli (per fare questo occorre essere disidentificati) e poi esprimerli.

Se non lo facciamo, perché ne abbiamo paura, li condanniamo, li neghiamo o reprimiamo, essi producono stress psichici o fisici.

Non si tratta di espressione incontrollata, di eliminare tutti i freni inibitori, che può essere nocivo per noi e gli altri, si tratta di scegliere con cura il modo adeguato e costruttivo in accordo con le particolari situazioni di vita che stiamo affrontando.

nr. 10 “Le energie psichiche si possono esprimere: 1. Direttamente (sfogo-catarsi); 2. Indirettamente, attraverso un’azione simbolica; 3. Con un processo di trasmutazione.”

1.DIRETTA: sono arrabbiata, urlo (piangendo, esultando, ridendo…)

E’ uno sfogo immediato, una catarsi.

Quando l’espressione diretta dev’essere ritardata, modificata o del tutto proibita, ci sono modi e possibilità di espressione indiretta.

2.INDIRETTA: con un’ azione simbolica dirigo l’energia verso un ogg sostitutivo.

Sono arrabbiata, taglio la legna, picchio il divano con una mazza pensando alla persona/situazione, oppure scrivo una lettera di insulti, senza inviarla.

3.TRASMUTAZIONE: dare all’energia un impulso superiore.

-Es. muore un amico, diretta: piango, indiretta: scrivo una poesia sulla tristezza, trasmutazione: fondo un associazione per la cura dei malati terminali.