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Yoga

 

Cos’è lo Yoga?

Shiva

Shiva Nataraja

Yoga: let. Unione, lo stato di unità col Sè, con Dio; pratiche che conducono a quello stato.

Lo scopo di tutte le pratiche è riconoscere la nostra vera natura divina, creare le condizioni per ricordare il nostro stato di unione col Sè. Nello yoga l’uomo dimora nella sua stessa natura.

Esistono vari tipi di yoga, i principali secondo le scritture indiane:

Bhakti yoga: lo yoga della devozione, dell’amore, un percorso di unione col Divino basato sul continuo offrire amore a Dio e il costante ricordo del Signore.

Hatha yoga: pratiche yogiche sia fisiche che mentali, eseguite per purificare il corpo fisico e sottile con lo scopo di risvegliare l’energia interiore, kundalini.

Jnana yoga: lo yoga della conoscenza, un percorso spirituale basato sulla continua contemplazione e indagine di sè.

Karma yoga: lo yoga dell’azione, un percorso spirituale in cui si agisce come offerta rimanendo distaccati dai frutti dell’azione.

Kriya yoga: lo yoga attraverso il quale l’individuo utilizza i sensi, il respiro e la sua mente per la realizzazione del Sè.

Kundalini yoga: l’energia primordiale Kundalini viene risvegliata attraverso l’iniziazione e comincia a purificare l’intero sistema, mentre si innalza dalla spina dorsale verso l’alto perfora tutti i chakra fino a raggiungere la sommità del capo. Qui l’individuo si immerge da solo nel supremo Sè.

Raja yoga: disciplina del quietare la mente secondo gli yoga sutra di Patanjali, include la concentrazione, meditazione e la contemplazione.

Siddha yoga: il percorso di unione dell’individuo con il Divino, che inizia con Shaktipat, il risveglio interiore per grazia di un Siddha Guru*. E’ anche conosciuto come il Maha yoga, il grande yoga, poichè Shaktipat, l’iniziazione spirituale, mette in moto un processo spontaneo ed intelligente in cui ogni forma di yoga accadrà all’interno del cercatore secondo le sue necessità ed il suo temperamento.

*Guru: let. gu, buio; ru, luce. Colui che porta il cercatore dal buio dell’ignoranza alla luce della conoscenza della propria vera natura. Un maestro spirituale che ha raggiunto l’unità con Dio e che è in grado di iniziare i cercatori e guidarli verso la liberazione spirituale. Un Guru deve incarnare le scritture e appartenere ad un lignaggio di Maestri.

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prisma

La luce si manifesta sul piano della separazione in sette colori (arcobaleno)

Le 7 vie al Sè della Psicosintesi

Facciamo un parallelismo tra le varie tipologie di yoga e le 7 vie che la Psicosintesi definisce per il ritorno all’unità, secondo 7 tipi psicologici che hanno proprie caratteristiche e modalità. Queste sette vie si basano sulla visione teosofica secondo cui la Luce si manifesta sul piano della separazione in sette colori (arcobaleno) ovvero sette raggi. Di fatto sono sette modalità che la Coscienza si è data per riconoscersi al suo interno, in realtà ci appartengono tutte come emanazione della stessa sorgente.

 

  1. Via della volontà: Sè come volontà, usa il rischio, l’ignoto, il coraggio puro per andare oltre il limite, l’ andare da soli verso ideali di libertà, verità e giustizia. E’ una via diretta, coraggiosa, ci si identifica col Sè, nient’altro, nella modalità più evoluta si rinuncia al proprio Io per incarnare la volontà del Sè. Ad esempio le vite degli eroi come Napoleone, Colombo, Gandhi, ed altri.
  2. Via della illuminazione: Sè come illuminazione attraverso l’osservazione e l’ introspezione per averne l’ esperienza d’amore e usarla per purificare, portando alla rivelazione che il Sè è già in noi. A livelli più evoluti è in grado di amare in modo stabile, immutabile, indipendentemente dalle condizioni. Ad esempio le vite del Buddha, il Dalailama, Assagioli, ed altri.
  3. Via della azionee: Sè come ricerca dell’azione perfetta senza avidità, attaccamenti e paura, porta a riconoscere il valore di ogni cosa e persona, indipendentemente dal suo stato interiore o esteriore. Ai livelli più evoluti integra l’aspetto etico ed è in grado di usare le capacità pratiche e le idee a servizio della comunità, come ad esempio la vita di Madre Teresa di Calcutta.
  4. Via della bellezza: Sè come ricerca del bello, a contatto con la bellezza autentica porta ad avere esperienza del bello in ogni cosa e persona, anche nel dolore e nelle brutture. Partendo dal punto di massimo caos nel conflitto della dualità arriva a trascendere il conflitto cogliendo l’unità al di là di ogni cosa, vede spirito e materia come aspetti della stessa realtà, cercando di tradurlo in concreto, come fecero Michelangelo, Mozart, ed altri famosi artisti.
  5. Via della scienza: Sè come scienza, cerca di capire attraverso la concentrazione intensissima, usa una mente aperta interrogativa, disciplinata, che porta alla scoperta di leggi universali, attraverso l’osservazione della materia giunge al senso universale, cosmico, come fecero Galileo, Marconi ed altri inventori.
  6. Via della devozione: Sè come devozione, orienta l’amore per se stessi verso la divinità, attraverso l’abbandono totale porta a sperimentare l’essenza, il Sè, in se stessi. E’ la via dei mistici che usano come strumento fondamentale la preghiera e il rapporto diretto personale con la divinità, ne sono esempio Gesù, San Francesco, Santa Chiara, ed altri.
  7. Via del rito e della danza: Sè come rito e danza, ricerca della rappresentazione dell’intangibile, allena all’attenzione, al dominio delle parti, porta a vivere i cicli della vita con fluidità, coglie il massimo della molteplicità e il massimo della loro sintesi, comprende ed applica le leggi universali usando simboli, parole di potere, rituali, forme a servizio della cooperazione e fratellanza. Ne sono esempio architetti, registi, danzatori (danza sacra), nella massima espressione il mago che coglie e manifesta la magia.

Tutte le vie rispondono alle domande esistenziali che partono da un senso di separazione, incompletezza, insoddisfazione, ed in tutte il dolore viene trasformato, la personalità ottiene un nuovo equilibrio attorno al Sè. Le caratteristiche comuni alle esperienze fatte seguendo tutte le vie sono lo stupore, il senso di giustezza e pienezza come il non aver più bisogno di altro, avere una conoscenza globale immediata ed un senso di universalità liberatoria.

Cosa succede quando pratichiamo yoga?

Di fatto qualsiasi pratica o via utilizziamo, quello che stiamo facendo è imparare a conoscere la nostra mente. Le scritture indiane da cui si sviluppa lo yoga dicono che conoscere a fondo la mente significa conoscere Dio, poichè si trova alla sorgente della mente stessa. Per questo occorre rivolgere la mente all’interno per calmarla e poter fare l’esperienza della grande divinità che esiste in ognuno di noi.

Cenni storici
– La più antica testimonianza archeologica dello yoga è rappresentata da una serie di sigilli di pietra che raffigurano delle posizioni yoga trovati nella valle dell’Indo e si pensa risalgano al 3000 a.C. Lo yoga viene menzionato per la prima volta nella vasta collezione di scritture dei “Veda” che risalgono al 2.500 a.C. E’ nelle Upanishad, l’ultima parte dei Veda, che si trovano i fondamenti degli insegnamenti dello yoga e della filosofia Vedanta.
– Attorno al VI sec. a.C. fecero la loro comparsa due imponenti poemi epici, il Ramayana e il Mahabharata contenente la Bhagavad Gita, il più noto degli scritti dello yoga in cui Dio o Brahman, incarnato come Krishna, inizia il guerriero Arjuna allo yoga e gli insegna come raggiungere la liberazione attraverso l’adempimento dei propri compiti durante la vita.
– La più esaustiva esposizione dell’antica tradizione di saggezza dello yoga ci è pervenuta sotto forma di trattato chiamato Yoga Sutra, probabilmente scritti da un saggio chiamato Patanjali nel II sec. d.C. Gli Yoga Sutra di Patanjali sono il corpo centrale del Raja Yoga, o Yoga classico, che precedono di molti secoli lo sviluppo di posture ed esercizi di respirazione chiamati Hatha Yoga.
– Il testo classico dell’ Hatha Yoga è l’ Hatha Yoga Pradipika di Svatmarama della metà del XIV sec. d.C. che descrive le varie asana (posizioni) e il pranayama (esercizi di respirazione), che sono alla base della moderna pratica dello yoga.
– In ultimo il Tantra che raggruppa scritti tra il VI – XV sec. d.C. dove ci sono diverse tradizioni a cui appartengono scuole più o meno grandi, i cui insegnamenti sono arrivati fino a noi spesso con interpretazioni errate, soprattutto per quanto riguarda un’idea occidentale di  “sesso spirituale”, questa visione è totalmente fuorviante, ignora e sottovaluta la vera natura delle diverse tradizioni tantriche che, se pur con visioni differenti, danno una guida pratica su come promuovere un’espansione di coscienza per armonizzare Spirito e Materia.