Reggiolife

Cicli della vita

succulent-leaf-pattern-1420996-mSono medico e mi interesso di medicina globale in quanto dopo aver studiato sei anni di medicina e aver fatto cinque anni di specializzazione, mi ero accorto di essere ancora ben lontano dall’aver capito l’uomo nel suo complesso.
Ho cercato così di allargare la mia visione dell’uomo e soprattutto del malato cercando in qualche libro del passato e proprio nei grandi libri sapienziali ho cominciato a ritrovare il vero senso della globalità dell’uomo, vedendo che le stesse argomentazioni spesso avevano anche una certa risonanza con la fisica moderna. Più procedevo nei miei studi e maggiormente mi accorgevo che solo in questa visione e comprensione dell’essere umano si potevano migliorare i processi di guarigione, risolvere maggiormente i casi e a volte assistere anche ai cosiddetti “miracoli”.

E’ come possedere un’automobile: non basta studiarla, è necessario rendersi conto che, perchè questa cammini, bisogna guidarla e in questo caso il conducente è l’anima, o il nostro livello energetico.

Ogni 3 anni tutti i nostri atomi vengono completamente rinnovati: se cambiano gli atomi ma noi restiamo sempre uguali è come essere il proprietario della macchina che quando cambia le gomme, le acquista sempre uguali a quelle precedenti. D’altra parte si è visto che se le personalità cambiano, molte altre cose connesse con l’individuo possono cambiare, ad esempio nei pazienti schizofrenici se una delle personalità è allergica alla rosa, quando il paziente cambia personalità questo non risulta più allergico, se si procura una ferita, questa può talvolta scomparire con il cambio di personalità, a volte, anche le cicatrici scompaiono. Non è quindi importante solo il veicolo, ma più importante è chi lo guida.

Nel mio lavoro di medico, e anche nei miei seminari, affermo sempre due concetti per me basilari:
1. Siamo fatti di energia, la stessa energia che prende diverse forme
2. Tutto scorre
Pertanto non solo ci dev’essere energia ma questa deve poter fluire, deve muoversi, perchè laddove c’è stasi c’è patologia.

L’essere umano può essere paragonato ad un grande orologio che segue vari cicli, ognuno dei quali rappresenta una nascita ed una morte con conseguente trasformazione. La donna ad esempio, conosce benissimo il ciclo di 28 giorni che segue la fase lunare e che si divide a sua volta in ciclii di 14 giorni, abbiamo poi il ciclo dell’anno, quello delle stagioni, dei mesi, del giorno, dei bioritmi legati ai chakra, i cicli circadiani quello di 3 anni all’interno del quale tutti i nostri atomi vengono rinnovati, il ciclo del cibo, della digestione, del cuore i cui battiti sono formati a loro volta da sistole e diastole, …e così via. Come per il corpo fisico la vita entra al primo inspiro così lascia il corpo fisico con l’ultimo espiro, possiamo definire un ciclo respiratorio fatto da inspirazione ed espirazione, ad ogni espirazione finisce il ciclo e ne ricomincia un altro.

La morte è la situazione che l’uomo cerca più in assoluto di rimuovere, ma è solamente imparando a morire che si può vivere. Spesso si crede che la morte sia un punto oltre il quale tutto finisce, in realtà non è altro che un processo di trasformazione da una forma ad un’altra. Non esiste in natura un punto in cui finisca un ciclo, ogni punto che sembra tale in realtà è un processo che permette una successiva rinascita. La morte è ciò che permette il cambiamento, ad esempio se non espiriamo non possiamo inspirare di nuovo.
Quando finisce una relazione o un determinato periodo della vita c’è sempre una crisi: nell’adolescenza ad esempio si vive l’abbandono, il cessare definitivo del nostro essere bambini; la menopausa rappresenta la fine della fertilità; il pensionamento l’abbandono della vita lavorativa. Nella maggior parte dei casi questi momenti di transito sono vissuti come momenti di lutto e di crisi, ma allo stesso tempo rappresentano momenti di grandi possibilità per rinnovarsi.

Cicli della vita 28 – 14 – 7 anni
Ho sintetizzato una visione ed una modalità di lettura delle tematiche di vita secondo il cicli di Saturno di 28 anni, che possiamo suddividere in 14 e ulteriormente in 7 anni per dare una lettura sempre più specifica di questi archi temporali.

Secondo varie tradizioni astrologiche e sapienziali si prendono come riferimento cicli di 28 anni per suddividere le principali fasi della vita: il numero 28 è in riferimento ad un ciclo medio di saturno, Cronos, il Dio del tempo che crea le cose e poi le distrugge, tradizionalmente descritto come il Padre che mangia i propri figli. Possiamo dividere un ciclo di saturno in 4 tappe di circa 7 anni ciascuna, ogni tappa rappresenta un ciclo temporale che racchiude tematiche ed esperienze specifiche. Ci sono macro cicli di 28 anni e sottocicli di 14 e 7 anni che definiscono meglio queste fasi di vita.

Cicli di 28 anni

1°Ciclo 0 – 28 anni: è il ciclo della crescita fisica e dello sviluppo, fino ad arrivare a farsi carico pienamente delle proprie responsabilità.
2° Ciclo 28 – 56 anni: è il ciclo dello sviluppo della personalità nell’età adulta e della condivisione, riguarda le tematiche domestiche, degli affari  e della carriera.
3° Ciclo 56 – 84 anni: è la fase della vita in cui dobbiamo amministrare la saggezza e il momento di esplorare le necessità dell’anima.

Cicli di 14 anni – collegamento ai chakra

Un’ulteriore suddivisione e lettura dei cicli della vita è collegare ogni chakra a cicli di 14 anni.
Nel suddividere i cicli di 28 anni in 14 ho appurato come rispecchino esattamente le caratteristiche relative ai 7 chakra:
– 0 – 14 anni / 1 Chakra
– 14 -28 anni / 2 Chakra
– 28 – 42 anni / 3 Chakra
– 42 – 56 anni / 4 Chakra
– 56 – 70 anni / 5 Chakra
– 70 – 84 anni / 6 Chakra
– 84 – 98 anni / 7 Chakra

Cicli di 7 anni – fasi yin/yang

Un’ulteriore suddivisione e lettura dei cicli della vita è considerare una fase yin ed una fase yang per ogni periodo di 14 anni / chakra.

– la fase Yin (ricettiva) rappresenta una fase di adattamento alle nuove tematiche quindi una fase di riorientamento delle proprie energie, pertanto è una fase di maggiore difficoltà ma anche di maggiore creatività e variabilità, in cui ci si misura con nuove priorità e nuove risorse.

– la fase Yang (attiva) rappresenta una fase in cui, se si è lavorato bene nella fase yin precedente, l’individuo esprime con maggior fermezza e determinazione le proprie risorse.

Ad esempio, nella fase Yin del 3° Chakra dai 28 – 35 anni: nell’ambito del lavoro la persona può lottare per misurarsi con gli altri e se stesso per capire quanto vale e quale collocazione avere, con le relative insicurezze e difficoltà.
Nella fase Yang del 3° Chakra dai 35 – 42 anni: la persona ha più chiara la propria collocazione, il proprio valore e manifesta se stesso sulla base dell’esperienza acquisita nella fase Yin con maggiore sicurezza ed autostima.